CARPANETO

Il comune di circa 7.800 abitanti prende il nome dal carpino, albero tipico del territorio o, secondo l’etimologia popolare, dalla presenza di carpe nei torrenti locali. Il borgo ha origini molto antiche risalenti all’epoca romana, come dimostrano i ritrovamenti archeologici. Il territorio è ricco di edifici storici e palazzi di interesse storico degni di essere ricompresi in un itinerario di visita culturale.

CASTELLO DI CERRETO LANDI

La struttura architettonica del fortilizio é a pianta rettangolare con tre torri angolari sporgenti, contornato da un bel parco. Nel mastio, al centro del fronte principale, si aprono due ingressi, pedonale e carraio con ponte levatoio del quale oggi si conservano solo le sedi dei bolzoni.
L’imponenza dell’ingresso rivolto a sud-est e la presenza di fossati convalidano, insieme alle tracce di una antica torre isolata al centro del cortile, la funzione di controllo esercitata da Cerreto sulla rete di comunicazioni che collegava la collina piacentina alla Via Emilia.
Nei muri in sasso e ciottoli di torrente, classica struttura delle costruzioni piacentine del XIII secolo, appaiono inserti più moderni in laterizio, aperture e porticati con arco a tutto sesto ed alcune feritoie nella torre di nord-ovest. Al di là del fossato che circonda il castello, si conserva l’oratorio privato dedicato a San Gaetano, ricordato per la prima volta nelle carte seicentesche. Nelle pertinenze del fortilizio vi è la tenuta agricola e alcuni edifici rurali che compongono un vero e proprio piccolo borgo. Cerreto Landi è infatti una corte castrense.

CASTELLO DI ZENA

Il complesso di sei edifici storici si trova tra i torrenti Riglio e Chero, oltre a essere una testimonianza storica del Medioevo e del Rinascimento, esso è oggi il punto di riferimento per ricerche, studi, riflessioni e confronti sul tema del restauro, della funzionalizzazione e della valorizzazione del patrimonio culturale edificato.

CASTELLO DI MAGNANO

La rocca in pietra di pianta trapezoidale si erge sulla sommità di una collina ed è caratterizzata da una completa merlatura guelfa e da due torri, una quadrata e una circolare. Di proprietà prima dei Landi e poi dei Mancassola, nel 1460 fu comprata dagli Scotti di san Giorgio.

CHIESA DEI SANTI FERMO E RUSTICO

La facciata della chiesa dedicata ai due Santi è risalente agli anni ’50. La lunetta sopra il portone centrale è decorata da una terracotta dello scultore locale Rinello Brusi raffigurante san Fermo e i simboli a lui tradizionalmente legati (l’elmo e la spada per il suo essere un soldato romano e la palma per la sua morte da martire). Il rosone centrale, diviso in otto spicchi, rappresenta il giorno veniente con al centro l’agnello seduto vincitore con il libro dai sette sigilli. Nelle due finestre al di sopra delle porte laterali sono raffigurati i santi Fermo e Pietro. Le volte della navata centrale presentano un ciclo di affreschi dedicati ai santi Fermo e Rustico risalenti alla fine del ‘500/inizio del ‘600. Gli affreschi ritraggono: San Fermo che dona pane ai poveri, San Fermo che illustra il Vangelo, Fermo e Rustico che rifiutano di abiurare la religione cristiana di fronte all’imperatore Massimiano, i due santi in carcere, una tavola imbandita dagli angeli e l’ultima, la fallita decapitazione, seguita dal fallito rogo ed infine dalla decapitazione dei due martiri.

MISTADELLO

Il mistadello (“mistadei” in dialetto piacentino) è un tipo di piccola cappella votiva, molto diffuso nel territorio a cavallo tra l’Emilia, la Toscana e la Liguria, solitamente consistente in un’autonoma struttura esterna a cella semplice absidata con portico anteriore. I mistadelli si trovano tanto presso gli assi viari principali quanto in campagna, con funzione devozionale (l’icona più rappresentata è quella della Madonna), di omaggio alla tradizione e di protezione sacrale per le persone e per le contrade da queste abitate o coltivate.